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Gesù e Maria

Entrare nel tempio
Due colonne ardenti di calore
arcate di stelle luminose nel cielo notturno
trecce di nuvole nel cielo diurno dell’alba

Lui rese l’anima all’Aria
Dov’è andata? Dov’è partita?
Dov’è sparita?
Andata dove…

Vi ho guardati, due culle per il mio cuore
in quel tempio che ho abbandonato
tanti giorni fa, tanta disillusione fa,
tanto isolamento fa.

Oggi sono tornata
Vi ho guardati
due culle per il mio cuore ancora caldo
di neve.

Sorrido
Sento scendere in me un amore
antico come un soffio di mistero sopito.
Non vi ho dimenticati, e anche voi
vi siete Ricordati di me.

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Morte

Siamo corpi, universi paralleli in movimento
brilliamo di luccichii strani, contorti
e moriamo.
Stelle, o pianeti, miti di carta giriamo
sull’ellisse del tempo rimasto.
Rimango sola in questo universo buio.
Stelle lontane da me
brillano fredde, glaciali
Loro anche sono rimaste sole.

Siamo anime, universi paralleli in transito                                                                                che non possono toccarsi né fondersi.
Ma posso riconoscerti,
Sì, posso vederti
e per te pregare per me pregare.

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Multe

** A distanza di tanti mesi sono tornata, e scrivo i pezzi su cui ho lavorato giorno e notte, svegliandomi nel sonno delle ore e riversando contenuti emotivi sulla carta di qualche taccuino. Esse sono poesie scritte per indagarMI e per indagarCI. Ho vissuto, guardato e poi scritto. E questo è il risultato. **

Troppo tempo da sola. Passo carrabile che non rispetto.

Getto multe all’aria.

Partager son propre temps est la chose la plus importante du monde.

Condivido con te ogni mia cosa importante e dell’anima mia forse assaggerai qualche fetta.

Insipido è il tempo che spendo da sola. Risparmi e stipendi non lo riempiranno, i suoni tintinneggianti si disperderanno nell’eco di corridoi lontani. L’orecchio interno è un labirinto e come un labirinto la mia scaltra memoria scava corridoi invisibili. All’interno dell’orecchio si innalzano lapidi. Trovo scritto: “ti manca” e anche “avresti voluto”. Un cimitero di desideri spenti. E le braci fumano. I miei occhi sono deboli per quelle nebbie. La miopia lo rivela: insipido è il tempo che spendo da sola. Passo carrabile che non rispetto.

Un guizzo di felicità viene dal tempo che vivo con Te, un Te qualunque, un Te qualsiasi. E nel petto un sollievo per quando ti incontro. Una confusione di pensieri che solo il cuore sa disperdere.

Il mio battito si fonde col tuo. Nell’istante in cui ridiamo sento la gioia come luce spiovente cadere in scintille e scoppiare in incendi di fuochi grandiosi. Gocce d’acqua fresca nella gola sono per me le tue parole. Bruciata nel deserto e con le labbra screpolate intono un canto di benevolenza per Te.

Insipido è il tempo che spendo da sola. Passo carrabile appena distrutto.

16/03/16

Silvia Torre

 

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Un respiro

E’ un martirio restare qui, appesa

in cerca della luce

all’oscuro dal mondo

Non so guardare oltre il muro

dall’altra parte dello steccato

lì dove l’orizzonte si colora

di ricordi intangibili.

Un posto per me, seduta in mezzo al prato

con i capelli corti al vento

sopra un mare in visibilio d’onde

E una duna di sabbia al tramonto

dall’altra parte dei miei piedi

una verde silenziosa foresta.

E le notti passate sul ciglio dei campi di grano

immersi nel sogno d’un risveglio.

Uno stato d’animo, uno solo:

Libertà.

Segretamente, aria.

Francia 2014 385

Silvia Torre, 14/03/16

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Incontri fatui e semi di meraviglia

Brillano i tuoi occhi e i flutti del destino mi accerchiano

Simile ad aghi di pino nel vento

scivolo su ostili correnti di nulla opaco

ed emergo con un sorriso sul viso

folle d’amore e di giustizia

Piango e respiro di nuovo

in un mondo splendente di chiarezza

E’ con il cuore in mano che giungo al tuo cospetto,

cosciente, nel rombo sordo del silenzio

Le onde del destino

sul mio capo

si richiudono.

Silvia Torre

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Slam Poetry al Lettere Caffè di Roma

Ieri, lunedì 28 settembre, ho preso parte all’evento organizzato e promosso dalla rete Slam Italia, fondata dai poeti Max Ponte e Bruno Rullo (http://www.27ruedefleurus.it/?p=801&lang=it), per la selezione del finalista che prenderà parte al campionato italiano di poetry slam 2015/2016. Il gioco si è tenuto al Caffè Letterario di Via San Francesco a Ripa 100 con la magnifica conduzione di Claudia d’Angelo, la quale organizza eventi simili da dieci anni a questa parte. Il Poetry Slam è una gara di poesia: ciascun partecipante sale sul palco e legge un proprio componimento per poi essere applaudito (o meno) e votato dal pubblico. Chi passa il turno si sfida poeticamente fino alla vittoria 🙂 Si tratta di un incontro magnifico dove ognuno contribuisce con ciò che è a “costruire” una serata in compagnia, spesso non priva di risate, amicizie improvvisate, condivisione e riflessioni. Ieri ho partecipato per la prima volta e salire sul palco dopo tremarelle e sudori freddi per poi alla fine scaricarsi di tutte le tensioni e dare il meglio di sè è stato un trampolino di lancio davvero insostituibile. Il confronto DIRETTO con le persone ridimensiona il tuo ego, ti aiuta a criticarti e dunque a migliorarti, oltre che darti la possibilità di incontrare gente meravigliosa!!! W IL POETRY SLAM!

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Quella sono io! 😀

Grazie a Max Ponte per le foto, rese pubbliche sulla piattaforma di FB. Chi è interessato può visitare il sito scritto più sopra e la pagina Fb di Claudia d’Angelo. Spero vivamente di incrociare qualcuno di voi a Roma, semmai vorrete curiosare. E con questo, vi saluto!

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Prego per riposare in pace

Non so con quali argini
nè con quali clamori
i sipari di questa guerra si chiuderanno
pesanti sui miei occhi stanchi.
Ignoro
fino a qual punto
sarò costretta a soffocare.
Prego di riposare in pace
pace di vita nella vita stessa
cullata e distesa
all’interno del nòcciolo intero di me.

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