L’addio

In questo corpo si combattono battaglie. In seno alle stelle si azzuffano  per la medaglia d’oro intere ciurme di plotoni ammassati, l’uno contro l’altro.

Nei miei seni è il caos delle esplosioni, e nel mio cuore il silenzio sofferente dei martiri. La volta del cielo scurisce, nascondendo le luci dei pianeti.

Sono rimasta sola con il ricordo di te sotto la pelle, tra le labbra screpolate, nei fianchi appena sfiorati da te.

Resto sola come i falchi sulla landa vasta e inanimata, soffiata da un vento gelido e gentile. E’ un paradiso d’ascesi in un limbo di deboli iniziative.

Spero di riaverti un giorno. Sentire il tuo profumo e il tuo entusiasmo impossessarsi di me.

Sentire il tuo cuore nel mio battito, e nelle fibre del mio destino organico.

Spero davvero di riaverti, abbracciato al tronco d’albero della mia fiducia, quella lealtà che troppe volte ti ho negata.

E allora volerei, come aquila possente sui percorsi dei venti ascensionali, brutali e forti come le tue passioni, e incendiarie come i miei desideri.

Non temere, non aspettare: affonderò da sola, ancora una volta, nella coltre delle nubi turbolente e serene.

Silvia Torre, 10/03/16

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