Altri racconti #3

Quadretti

3 … 2 … 1 … Via!
Maria Luisa, una donna paffuta e tonda, affondò le mani nell’impasto senza pietà, con la forza di qualcuno che avrebbe sbranato per avere il ruolo di chef nel rinomato ristorante. La gara di cucina era stata indetta dal proprietario, un uomo burbero e impomatato sulla sessantina con un’eterna smorfia sul viso. Il vecchio chef che aveva attirato negli anni mandrie di palati raffinati rendendo famoso il nome del ristorante se ne era partito per l’India attratto da un desiderio inspiegabile di libertà. Maria Luisa passava le sue giornate come donna di servizio in una villa sul lungomare e covava da lungo tempo una passione sfrenata per il cibo in tutte le sue provenienze, consistenze e profumi. La ricca coppia per cui era al servizio, lei una bionda snob frequentatrice di cene di gala a tempo pieno e lui banchiere votato all’attività sportiva del golf, non assecondava i suoi portentosi desideri culinari essendo entrambi fanatici dell’alimentazione sana e leggera.
Maria Luisa cucinava tutti i giorni per cena stelline in brodo odiandolo dal profondo del cuore. Vedeva stelline in brodo per strada, nel cielo, nella forma delle nuvole, nei finestrini delle macchine, nei negozi di abiti, ovunque andasse! Quei nababbi e le loro maledette stelline dovevano sparire in fretta dalla sua vita. Ecco perchè si trovava lì, alla gara indetta dal Pomatone, per trovare un lavoro proficuo che le permettesse di esprimere tutto quel lato artistico che a causa del biologico leggero non poteva concretizzare nella vita di tutti i giorni. Il ristorante era conosciuto a livello nazionale e l’improvvisa partenza dello chef aveva spalancato le porte a decine di aspiranti cuochi.
Maria Luisa immaginò dettagliatamente la magnifica pietanza che si sarebbe realizzata sotto i suoi occhi: agnolotti ripieni di ricotta con salsa di peperoni rossi, gialli e arancioni. Un respiro di sollievo le gonfiò il petto e ogni segno di tensione svanì al solo pensiero di poter finalmente cucinare un piatto diverso dal solito. Le malefiche stelline in brodo avevano smesso per un pò di galleggiare davanti ai suoi occhi, così moscie e scialbe, pericolosamente vicine al ridursi in pappetta.
L’odore intenso dei peperoni e dell’aglio che cuocevano in padella le giunse alle narici mentre, impegnata a impastare, la farina le copriva le mani come un guanto d’un velluto bianco e setoso. Si sentiva così felice, finalmente libera dalle imposizioni di quei due ricconi con fisse da atleti olimpionici! Ma l’atmosfera nella cucina era tesa, i concorrenti agivano velocemente tagliando zucchine, sedani, carote, barbabietole. Gli sguardi fugaci tradivano un certo astio mentre la giuria non si risparmiava velenosi commenti pronunciati a mezza voce.
Fu in quell’atmosfera di tensione che il Pomatone disse all’improvviso di aver cambiato le carte in tavola. Un coro di voci e obiezioni si levò immediatamente dal gruppo di aspiranti chef: “Che storia è mai questa? Ma non potete! Il tempo a nostra disposizione è quasi finito, che cosa ci inventiamo? Non può interromperci a metà della preparazione perdiana! Giudico questa azione infame!” e così via. Maria Luisa sbuffava tra sè e sè sapendo di trovarsi davanti all’ennesimo pallone gonfiato. La voce di Pomatone si fece sentire squillante mentre questi ridacchiava sotto i baffi orgoglioso della propria cattiveria: che ciascuno inventasse un primo piatto in brodo! La clientela del ristorante preferiva le zuppe e in quanto a lui, personalmente, adorava le stelline…

***

Maria Luisa cucinava fischiettando nella cucina dell’enorme ristorante. Il famoso giorno della gara culinaria, più di quattro mesi prima, non ci aveva più visto dalla rabbia assestando un bel pugno dritto all’occhio del suo datore di lavoro. Girava ancora la storiella della “sumo-girl” che aveva steso quell’antipatico del Signor Graticchi. E chi avrebbe mai detto che sarebbe scoppiato l’amore? Professionale, si intende… “Una donna di un tale carattere pretendo assolutamente che lavori nel mio ristorante! A tutti i costi!” – così aveva detto il pallone gonfiato. Da quel giorno Maria Luisa aveva in mano le redini della cucina facendo il bello e il cattivo tempo e nessuno riuscì a fermarla quando impose che nel brodo, da quel momento in poi, avrebbero galleggiato esclusivamente i Quadretti.

Scritto per i contest lanciati sul sito di Bravi Autori, tema : le stelle.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in prosa, racconto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...