Altri racconti #1

Lo stregone nel museo

Sedeva in un museo freddo e bianco, popolato di antiche statue dell’era romana e leggeva al tavolo le dispense religiose del tempio. Si trattava di complicatissimi calcoli astronomici basati su carte risalenti al XXI secolo dopo Cristo, quando gli antenati erano ancora barbari inesperti sulle cose dell’Universo. Quel freddo museo era ciò che restava di un edificio che gli antenati chiamavano “università” e che usavano per studiare, proprio come stava facendo lui. Sembrava che poco fosse cambiato dai tempi antichi perchè tutti si stupivano ancora di incontrare maghi e stregoni nei musei. Eppure, si diceva lui, le biblioteche museali son fatte apposta per studiare! Quale senso avrebbe credere che i maghi preferiscano evitarle?
Egli aveva la solita barba ma pochi capelli, che fosse quello a destare dubbi e sospetti? Da che mondo è mondo, anche nell’antichità, si sa che i maghi portano i capelli lunghi e bianchi mentre lui i capelli non ce li aveva proprio e la barba, anche se avesse voluto, bianca non poteva essere vista la giovane età.

Si stava preparando su delle dispense importantissime, trattando queste ultime di come i flussi elettromagnetici influenzano il raffreddore divino, malattia temibile, dato che il raffreddore di Dio corrisponde sempre ad un periodo parecchio lungo di gelata interstellare, davvero molto scomoda per chi si occupa di viaggi planetari. Egli amava le stelle, i pianeti, il cercare tra le pieghe del buio galattico per trovare un giorno, chissà, l’elemento utile a capire come poter realizzare quella formula tanto studiata…si ricordò improvvisamente di aver fame e lasciando le preziose dispense teologiche sul tavolo schivò enormi teste, braccia, gambe e seni marmorei per uscire finalmente all’aria aperta.

Mentre stava mangiando, rifletteva sul fatto che il museo dell’ex-università cominciava già ad ispirargli profonda antipatia, visto e considerato quanto fosse frequentata da persone col pallino incancellabile per le cose morte: lettere antiche, letteratura antica, storia antichissima greco-romana, filologia dei libri antichi, antico studio di teatro antico, tutto antico! E perdiana, cosa cavolo pensavano di ottenere con tutto quel ciarpame?
Guardandosi intorno notava già ragazzi e ragazze dalle tute sbrindellate, gli occhialoni, le camicie a pois oppure a righe vestiti con accostamenti di colori improbabili e acconciature ridicole.
“Almeno nel tempio dove sto io” pensava “i maghi e gli stregoni sanno cosa vuol dire la parola -moda-“.

Consumato lo spuntino – ahimè, scialbo – tornò nella biblioteca con la rincuorante prospettiva di trovare un pò di pace; purtroppo per lui si ritrovò davanti uno sciame di gallinelle estasiate raccolte tutte quante attorno al tavolo dove, poco tempo prima, aveva lasciato le preziose dispense.
vistolo avvicinarsi, le gallinelle a pois si guardarono eccitate fino a quando una di loro, dai capelli biondi e gli occhiali enormi appena poggiati sul nasino, da evidente portavoce, si arrischiò a chiedergli con voce alterata e stridula:
“sei tu che studi tutto queestooo???”
Intorno, le amanti del ciarpame vecchio assentivano tutte eccitate.
“sì”
“ma chi sei?”
“sono uno stregone e quello che leggete non sono formule chimico-matematiche, ma magico-religiose”
“uaaaaau!”
esclamarono in coro le gallinelle.
“servono a richiamare indietro i morti?”
“no, perdiana! ma siete tutti fissati coi morti in questo posto?
il vostro è un vizietto poco comune, possibile che non lo sappiate?”
“ma allora a che serve?”
Esterrefatto e scandalizzato, il giovane studioso cominciava a credere di avere di fronte un’uditorio imbecille, o come minimo ignorante.
“sono calcoli rituali che servono per pregare”
“pregare chi?”
“il mio Dio”
“e come si chiamano queste preghiere?”
“AAE: Astrofisica delle Alte Energie”
“sembra forte!”
“…è solo il mio culto. Torno a studiare”.
Se la svignò con un colpo d’ascia improvviso, lasciando dietro sè un concitato gruppo di gallinelle a pois sconvolte. quando fu lontano abbastanza, si permise di lasciar emergere tutti i cattivi sentimenti accorgendosi che sì, si sentiva decisamente nauseato. Se mai avesse avuto bisogno di un posto dove studiare, certo non avrebbe scelto di nuovo il ritrovo dei necrofili!

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