La saga del pettegolezzo #3

Gozzoviglia in taverna
Studiavo nella biblioteca dell’enorme accademia, quando intravidi Marcel, un ragazzo poco più grande di me, che attraversava a grandi falcate le navate del monumentale edificio. Sapevo che si stava interessando ai Trovatori, cultori dell’amore a cui io stessa mi sentivo affine. Con l’occasione cercai di fermarlo, ma non ce ne fu bisogno perchè Marcel un attimo dopo sedeva accanto a me.

-Allora, Loreen, come stai?
-Non c’è male!
-Lo sai, oggi è cominciata la lezione del Prof. Civettuolo sull’antico romanzo “Tanghera”.
-Il “Tanghera”? Lo conosco! Civettuolo m’ha invitata ad andare! E avrei anche partecipato se non avessi avuto da fare altrove.
-Allora vieni, c’è da divertirsi! – mi disse, con un tono di voce alzato al minimo, finemente fiatato.

-Sembra un circolo esoterico!
-Quanti siete?
-Cinque.

Mi venne da ridere. Marcel riusciva a sembrare spassoso anche quando parlava di cose serie. Forse che la “Tanghera” trattava di un argomento tutt’altro che serio?

-Li conosci i Trovatori! Le loro donne possono essere tutto tranne che caste, e i mariti si ritrovano gli amanti sotto il naso senza poterli distinguere dai servi!
-Marcel, ma che fate a lezione?
-Ti direi semplicemente di provare. Vieni a lezione giovedì prossimo!

La settimana dopo sostavo davanti allo smisurato portone in legno di quercia, aspettando di assistere alle meraviglie che quel circolo spregiudicato m’avrebbe messo davanti agli occhi. Qualcuno arrivò, un ragazzo alto, dai grandi occhiali poggiati sul naso a patata; portava un libro nella mano destra mentre nella sinistra teneva una mela mangiata a metà. Marcel arrivò subito dopo. In poco tempo arrivarono tutti gli altri studenti, seguiti dal prof. Civettuolo. Egli portava sempre al collo una fiaschetta di vino e un orologio da taschino ben in vista, “per leggere il tempo” lui diceva, ma a nessuno importava il perchè di quell’orologio e di quella fiaschetta, il suo talento nel campo della cultura trobadorica bastava come garanzia di buon costume. Sembrava aver assorbito il gusto di tutti i libri che aveva letto, perchè oltre ad uno sguardo tra il cattivo ed il malizioso amava ridere di tutto, mettendo in difficoltà anche gli sconosciuti seppur per un tempo solitamente davvero breve. Non diventava mai scortese, quasi a non voler intaccare la memoria della tradizione.

Entrando pacatamente in classe senza smettere di parlare, il professore ci fece accomodare in una lunga stanza dal pavimento e dalle pareti in legno, con una grande testa di cervo a coronare lo scranno sopraelevato da cui ci avrebbe fatto lezione. La cosa davvero curiosa in quella stanza stava nell’assenza di banchetti per noi studenti, banchetti sostituiti da una tavolata in legno apparecchiata di tutto punto. Rimasi stupita, quasi incredula dinanzi a quella stravaganza inattesa,
eppure tutti presero posto senza un fiato.

-Allora, siamo pronti per cominciare? Oggi tratteremo il secondo capitolo della Tanghera, rigorosamente alla maniera tradizionale. Inizierò con il leggervelo, dopodichè desidero che ciascuno di voi ne dia l’interpretazione che più preferisce!

Dopo l’esibizione del professor Civettuolo, iniziò a leggere il ragazzo alto con gli occhiali e il naso a patata. Mi girai verso Marcel con aria interrogativa, ma tutto quello che ottenni fu un cenno compiaciuto che mi invitava ad aspettare di vedere cosa sarebbe presto accaduto. Il ragazzo – che si chiamava Philippe, come ebbi il modo di scoprire dopo – lesse fino al terzo capoverso del testo a fronte interpretando il racconto nel punto in cui si fermava a descrivere i dettagli musicali di un coro in Chiesa.

-Tutto qui?
Chiese il professor Civettuolo.
-Questo non è un buon modo per passare il mio corso. Si deve divertire! Avanti, mi faccia vedere come si diverte! Dov’è il coro? Come canta? Ah! Su figliolo mi faccia vedere!

Il ragazzo cominciò timidamnete a farfugliare parole incomprensibili, ma il professore le stroncò sul nascere.

-Vedo che non è pronto a gozzovigliare. Bene signori, importante comunicazione di servizio! La prossima lezione avremo qui una signorina molto brava, occhi chiari e capelli rossi fumanti per cantare con voi in coro! E’ una professionista contralto, vi sarà utile nell’espletamento dei vostri compiti più imbarazzanti.

Non so perchè, ma quel commento mi fece tremare d’orrore: di quali cose imbarazzanti stava parlando?
Nemmeno ebbi il tempo di formulare questo pensiero che il prof. Civettuolo accorgendosi del mio imbarazzo mi chiese il nome. Lo sapevo, non mi avrebbe più lasciata andare!
Ero ufficialmente entrata nel circolo esoterico dei gozzovigliatori trobadorici.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Non classé

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...