Dieci giugno_dal Diario Fiorentino.

Impegno nella lingua dell’espressione, un impegno lungo quanto una strada; un sentiero sterrato di montagna, tra sassi e fili d’erba al tramonto. Sarò troppo romantica? Il mio belato mi dice di far(e) così. Ecco, senza stroncare le vocali finali sul nascere, evitiamoci questo dispendio d’Energie e Remiamo! Concretizziamo all’orizzonte del Mondo Carnale. Proprio lì, dove tutto conta mascherare il buio, mascherare la luce, mascherare i guai di una società-provetta. In questo deposito di germi e vermicelli a-tonali, come la lingua! Frutto questo testo dei miei studi letterari, studi che dobbiamo prima o poi terminare e TRALASCIARE. Se la studi l’Arte, non puoi Farla. E io voglio Farla, Voglio renderla Materia di cartongesso intingendo un pennello tondo e grosso nell’acqua per bagnare la pelle del mio Amato francese, un uomo che parla un’altra lingua diversa dalla mia. Provata già diverse volte questa Emozione contaddittoria e venefica priva di rapporti con l’Amore. E’ quel buco nero che puzza di zolfo e che si trova Dentro di me, Invisibile ma sempre visibile nei miei occhi stanchi e negli stacchi nervosi della mia testa, delle mie membra che hanno sempre troppo pensato. Ecco, un altro bruco a forare la foglia, quella bella foglia verde sul ramo più alto del più alto e bello ed elegante Albero del Mondo, quell’Albero è amico mio.

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