LA RESISTENZA DELLA POESIA

« […] poetry in general is a way of resistance in its own essence. I mean that poetry resists conventional, epistemic, logic and political language. In fact the language of poetry is naturally ambiguous and equivocal, whereas speculative language must be univocal ».

« […] in generale la poesia è una modalità di resistenza nella sua propria essenza. Intendo dire che la Poesia resiste al linguaggio convenzionale, epistemico, logico e politico. Il linguaggio della Poesia, infatti, é naturalmente ambiguo ed equivoco mentre il linguaggio speculativo deve essere univoco ».

Queste intelligenti parole di Sofia Lorefice, oggi giornalista professionista e voce del notiziario di Radio Popolare, fanno parte dell’introduzione alla sua tesi di Laurea Magistrale in Filosofia intitolata « La resistenza della Poesia ». Mi sono imbattuta in questo testo una mattina di fine Ottobre, mentre cercavo spunti per scrivere. La tesi di Sofia indaga il ruolo della Poesia e dei poeti nella Resistenza Greca all’occupazione Italiana del 1940 – 1949.
Per evitare di depauperare il contenuto critico e analitico del testo e sopattutto per non ignorare il messaggio che l’autrice ha voluto trasmettere col proprio lavoro, ne riporto l’introduzione a fine articolo [link di riferimento : http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=33916%5D .

Recentemente ho contattato Sofia Lorefice per avere il permesso di pubblicare sul Blog le sue parole e sono stata invitata da lei a leggere l’opera di Ghiannis Ritsos, il suo poeta della Resistenza Greca preferito.
Riporto alcuni versi, quelli che hanno di fatto colpito la mia sensibilità :

« Eppure – chissà – dove qualcuno resiste oltre ogni speranza, é forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo […] »

Il linguaggio e la natura della Poesia emergono grazie a questo esempio. Credo che la Poesia esprima un contenuto legato alle emozioni e all’immaginazione dell’essere umano, un contenuto che sembra poter dare voce alla nostra natura sensibile.
Per essere più precisa, questo aspetto é esattamente cio’ che mi attrae del lavoro poetico altrui : che si avverta la presenza di un mondo interiore dove poter credere e spaziare aldilà delle gabbie* convenzionali e speculative, come recita l’introduzione di Sofia. Per me la Poesia serve appunto a creare un altro spazio, più illogico e sentito, quindi forse meno pensato. Nel caso della resistenza della guerra civile Greche gli avvenimenti che hanno scatenato la reazione dei Poeti sono stati certamente duri e violenti, certamente più sentiti che non pensati. Il pensiero razionale dell’essere umano é fondamentale e si accompagna alla nostra sensibilità, ma credo che a volte sentire é l’ingrediente fondamentale per poter scrivere.
Spesso nel corso della storia umana la verità delle relazioni e delle priorità é stata mascherata dalla schiavitù che ci lega al denaro, anche oggi. Mi interrogo allora sulla posizione della Poesia e sul ruolo del Poeta in una situazione come questa. Le parole di Sofia e l’esempio poetico da lei riportato (Ghiannis Ritsos) rappresentano il volto rivoluzionario e comunicativo della Poesia, un volto che non sta più toccando la sensibilità di noi cittadini moderni. Probabilmente anche perché la Poesia ha preso diverse e varie forme. A Parigi, come ospite in un piccolo appartamento, mi capito’ di sfogliare una « Bande Dessiné » vale a dire un fumetto o libro illustrato, di un autore giapponese dalla raffinata sensibilità. Si trattava di una storia per immagini in bianco e nero e senza parole dove il messaggio era trasmesso con i gesti e le espressioni dei personaggi. Lo possiamo dire con viva certezza, non é Poesia, eppure é stato un incontro dall’essenza molto poetica. In quel momento ho pensato che tutto cio’ che riguarda la rappresentazione dei sentimenti umani si avvicina alla Poesia. Da qui, l’idea che anche il Teatro, a volte, si colori della magica presenza della Poesia.**
Ma perché Teatro ? Riporto un altro esempio. A Tours, in Francia, ho partecipato come spettatrice a una sessione di « slam poetry » e gli interventi che mi sono piaciuti di più sono stati, senza dubbio alcuno, quelli che non solo possedevano una metrica esatta, ma che hanno messo in campo capacità d’espressione teatrale. Ve lo assicuro, prima di quel momento non mi ero mai accorta fino a che punto il Teatro giochi un ruolo fondamentale nella Poesia. E come non nominare la Musica ? La Poesia é musicale, é orecchio, é metrica. Un esempio che riveste un ruolo particolare sono i componimenti dei Trovatori tra XI e XIII secolo, concepiti per essere cantati.
Ma tornando alla tesi sulla Resistenza della Poesia, devo dire che cio’ che di più mi ha colpito é stata l’intensità e la profondità dei pensieri e delle emozioni di un uomo che parla attraverso la sua Poesia. Fa certamente un immenso piacere rendersi conto dell’immortalità di questo ruolo, un’immortalità percepita nella stragrande maggioranza dei casi come nobile e giusta. Il linguaggio poetico come linguaggio profetico (vedi la Divina Commedia di Dante) ma anche come linguaggio dell’anima, della tempra, della verità, della forza, della dolcezza. La Natura della Poesia é eterna. Quante volte capita di percepire il mondo interiore di un poeta vissuto magari secoli fa e ancora in grado di provocare terremoti ? Nel suo libro « Letteratura europea e Medio Evo latino » il critico e storico della letteratura alsaziano Ernst Robert Curtius (Thann 1886 – Roma 1956) scrive :

« Per molti aspetti il libro é più reale del quadro ; nel libro é contenuta una relazione di essere, la reale partecipazione ad un essere spirituale ».

Ed é vero, in un certo senso posso ancora parlare con Virgilio e Pavese, Dick, Verne, Coleridge, etc. Una volta entrai nella Biblioteca Nazionale di Roma e lessi i versi di Adrienne Rich, poetessa americana : vi posso dire che ascoltai tutto quello che mi disse. Un altro incontro, bello e atemporale.
Penso che la natura della Poesia sia rimasta la stessa, invariabile. La Poesia suscita emozioni e sentimenti appassionati. Mi sono interrogata anche sul come passare la Poesia ad un pubblico contemporaneo sempre più assente , ma adesso mi rendo anche conto che in questo modo, interpretando e proponendo, distruggerei quello spazio immortale e atemporale che nutre chi lo cerca perché sposterei l’attenzione. E quindi termino ringraziando Sofia Lorefice per il prezioso spunto che mi ha dato, spunto che ho interpretato come un invito a nutrirsi di bellezza e di passioni.

Introduzione a « la resistenza della poesia » di Sofia Lorefice :

La mia tesi ha per oggetto la resistenza in Grecia e la sua poesia.
Nel primo capitolo ho ricostruito e analizzato criticamente la storia della resistenza greca dall’occupazione italiana cominciata il 28 ottobre 1940 fino al 1949, data in cui si concluse la guerra civile, e con essa un’epoca tragicamente cruciale per la storia contemporanea della Grecia. Nella prima parte della tesi ho cercato di fornire una rappresentazione storica degli eventi e della tappe essenziali della resistenza greca, mostrandone le cause, gli esiti e le questioni storiche e politiche rimaste irrisolte.
Nel secondo capitolo ho presentato l’azione e la produzione artistica dei poeti greci della resistenza. Gli intellettuali e i poeti in particolare giocarono un ruolo essenziale nella formazione della coscienza e dell’unità nazionale negli anni della guerra. Essi furono effettivamente un riferimento importante per la nazione, soprattutto, ma non solo, grazie alla loro produzione poetica; in Grecia infatti la gran parte degli intellettuali prese attivamente parte alla lotta per la resistenza nazionale. In tutte le fasi e a livelli diversi la poesia in Grecia fu uno strumento di resistenza nel senso in cui la Poesia può esserlo. Mentre infatti il linguaggio speculativo è costretto a fermarsi di fronte alle contraddizioni storico-politiche degli eventi, la parola poetica – grazie alla sua intrinseca equivocità capace di eludere i limiti dell’analisi dell’espressione storicoscientifica, e di aprire alla dimensione originaria del linguaggio – è in grado di esprimere il vissuto che non si esaurisce e non si lascia afferrare nell’analisi speculativa.
Dopo Platone molti filosofi e poeti hanno cercato di opporre il proprio Anti-Platone alla grande critica platonica “contro i poeti” rispondendo alla domanda che s’interroga sul perché della Poesia nel tempo della miseria, ovvero nel momento della sofferenza, delle tragedie e dei grandi drammi politici: essa non è che la stessa domanda fondamentalmente platonica riproposta alla modernità. Credo che la poesia greca della resistenza si ponga all’interno di questo orizzonte, essendosi assunta la responsabilità politica e “poetica” di dar voce alle contraddizioni, al dolore e ai paradossi della sua storia nazionale.


*) Intendo con la parola « gabbie » anche prigioni di tipo linguistico ? Ritenendola una questione di gusto, certamente no. Personalmente amo scrivere correttamente. E’ anche vero, pero’, che la sperimentazione poetica richiede il superamento di certe « gabbie ». Nel Blog ho provato a sperimentare ma molto all’acqua di rose, rendendomi immediatamente conto che sono più interessata a conoscere e riconoscere i fondamenti della Poesia tradizionale.
**) Ultimamente chiacchieravo con una danzatrice professionista della mia età che in quanto artista collabora ad un progetto che mira alla creazione di uno spettacolo e di una mentalità artistica « interdisciplinare », che mescoli cioé Teatro, Danza, Musica dal vivo, Scrittura. Mi parlava di come, secondo lei, gli spettacoli teatrali siano diventati per la maggioranza una lamentela o un accrocchio di paturnie senza fondo paragonabili allo sfogo sotto casa della tua migliore amica. Se la quelità del Teatro si é abbassata, come non rendersi conto anche dell’abbassamento nella qualità della Poesia ? Forse é più adeguato parlare – o sperare – di una difficoltà oggettiva nel reperire creazioni di qualità. In ogni caso, se la tecnica non si é persa, la qualità del pensiero e del sentimento umano si é forse abbassata. Inoltre, per chi fa danza o musica, la scrittura é un’arte lenta, forse nemmeno considerata tale, forse a ragione. Io stessa faccio danza, ho cantato e dipinto e posso dire che é vero, la poesia é diventata noiosa e psicologica. L’aspetto profondo, ma anche leggero, della Poesia é quasi impossibile incontrarlo oggigiorno. Ecco un’altra bella interrogazione : la presenza della psicologia in poesia.

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2 commenti

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2 risposte a “LA RESISTENZA DELLA POESIA

  1. La poesia come “resistenza” e dunque come fonte “che suscita emozioni”. Poesia, una parola abusata, anche dal sottoscritto. Suscitare emozioni è in realtà un atto creativo, non a caso ποίησις significa ‘creazione’. Ma creare non è per tutti, anche se, purtroppo, tutti credono e si illudono di essere dei poeti. La poesia dovrebbe contenere delle qualità musicali, qualità che oggi, con il verso libero, sono state perlopiù dimenticate, tant’è che chi scrive in versi liberi dimentica persino di inserire almeno almeno delle assonanze; il risultato è una prosa poetica, che, nella maggior parte dei casi, non ha alcun pregio, in quanto non restituisce al lettore nessuna immagine poetica, quindi nessuna emozione. Il discorso sarebbe ben lungo, e non lo si può affrontare con poche parole buttate giù in luogo di commento. In ogni caso, la poesia, nel corso dei secoli, è mutata, è cambiata in maniera radicale: è cambiata nella forma ma anche nei contenuti. E’ diventata anche un atto di resistenza, vale a dire l’esplicitazione di uno stato d’animo da contrapporre alla tirannia e alla sofferenza. E direi che in questo post hai evidenziato alcuni problemi legati al poeta. Il discorso, chiaramente, andrebbe ampliato, tuttavia comprendo bene che non è qui possibile: si guardi ad esempio a Walt Whitman, alla rivoluzione che ha innescato e sul piano stilistico e su quello dei contenuti.

    Un caro saluto e l’augurio di una buona domenica

    giuseppe

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    • Ciao Giuseppe:) Ti ringrazio per queste tue preziose considerazioni e per l’accento messo sull’etimologia che ignoravo. Sono pienamente d’accordo con te, io stessa non ho continuato a pubblicare poesie proprio perché so di non esserne ancora in grado. Cio’ su cui mi sto concentrando é per l’appunto lo studio della metrica. Cio’ che faccio da un po’ é leggere le poesie contemporanee altrui cercando esempi e modelli validi che spesso non trovo. Hai ragione, e ha ragione l’origine della parola, qui si parla di creazione! Personalmente credo che oggi creare qualcosa di valido con la scrittura sia diventato molto difficile, vuoi perché non c’é uno studio tecnico approfondito dietro (oggi tutti fanno poesia e tutti scrivono romanzi ahimé spesso orridi) vuoi perché stiamo assimilando la banalità che i mass media ci propongono ogni santo giorno, vuoi perché si cerca continuamente di stupire il mondo con qualcosa di nuovo e di straordinario. Nel mio articolo pongo l’accento sull’importanza della altre discipline artistiche per una questione di gusto personale, ma chissà che questo non faccia bene alla poesia e dunque alle persone? Quando dipingo ne traggo un piacere immenso, idem quando ascolto un concerto o quando canticchio. Non per niente tu stesso affermi che una poesia emoziona innanzitutto per il suo contenuto musicale (cosa che comprendo bene e che approvo al 100%). Spesso comunicare con i colori, almeno per me, risulta più facile che non con le parole, eppure la Parola é all’origine della Creazione. Per quanto riguarda il discorso da ampliare sarei felice di conoscere meglio il tuo punto di vista, se usi il formato per contattarmi mi arriverà una mail personale. Mi auguro inoltre che un giorno leggerai i raccontini della Saga del Pettegolezzo, potrebbero essere di tuo gusto^^

      Poetessa di Rose

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