La donna che conosceva il silenzio

gatto-nero1

Rimasta sola guardo a lungo nella notte                                                              
per scovare il profilo nascosto dalle stelle
rapita da un inesplicabile mistero
cerco un sogno che credo vero.
Lontana dal ricordo del rumore degli altri                                
in un angolo discreto lontano dagli sguardi
converso con me stessa mirandomi nel buio
una stanza segreta dove finalmente urlo.

Sorprendimi nel silenzio rosa di cristallo!                                    
Carezzami ora con le tue piume di corallo
Finalmente inghiottita sono senza nome
non ho definizione sono senza nome.
La notte è un gatto mi si sdraia accanto                        
risuonano nel vento le note del suo canto
senza nome mi perdo nel suono del silenzio
voglio restar sola, è questo il mio convento.


Questa poesia ha preso tre o quattro giorni per essere scritta e definita. L’idea è nata in un momento di vera e propria crisi. arrivata ad un limite di stress e sopportazione per sforzarmi di essere gentile e carina con tutti, la crisi è nata perchè non mi davo assolutamente il diritto di essere vera. Il motivo? avrei risposto male a chiunque e “non si fa”. Vecchi retaggi di “buona educazione” ma per fortuna qualche volta “non ho definizione sono senza nome”.

Silvia Torre, 02/09/2014

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