Sullo scaffale c’è…#1

JOURNAL

Pennac D., Journal d’un corps, Trebaseleghe, éditions Gallimard, 2012 & 2014.

Diario di un corpo

3 agosto 2010

Il corpo è un’invenzione della vostra generazione, Lison. Almeno per quel che riguarda l’uso che ne è fatto e lo spettacolo che ne è dato. Ma sugli incontri che avvengono tra la nostra mente e lui in quanto fonte di sorprese il silenzio è tanto impenetrabile quanto quello che c’era ai miei tempi. […] Mia amata figlia, è questa l’eredità che ti lascio: non un trattato di fisiologia ma il mio giardino segreto.

13 anni, 1 mese, 8 giorni

Voglio scrivere un diario del mio corpo perchè gli altri non ne parlano.

50 anni e 3 mesi

Se dovessi rendere questo diario pubblico lo destinerei innanzitutto alle donne. In cambio mi piacerebbe leggere un diario che una donna avesse scritto sul suo di corpo. Questione di demistificazione. In cosa consiste questo mistero? Ad esempio nel fatto che un uomo ignora tutto di ciò che una donna sente rispetto a volume e peso dei seni, e che le donne non sanno nulla di ciò che gli uomini sentono rispetto all’ingombro del loro sesso.

86 anni, 9 mesi, 16 giorni

Noi siamo fino in fondo il bambino del nostro corpo. un bambino sconcertato.

Leggendo l’immaginaria lettera postuma che un padre scrive alla sua amata figlia per lasciarle in eredità il diario del proprio corpo, ho subito pensato:” Adesso si ragiona, questa sì che è vera letteratura!”. Sì, perchè ne sono uscita stupefatta, incuriosita, piena di domande e di risposte, un fiume in piena di ragionamenti e di riflessioni ma anche e soprattutto di semplicissime emozioni. Un diario del proprio corpo! Sì, un tema che nessuno sfiora e che in fondo ci appartiene così tanto. Grazie Daniel Pennac per aver dissociato l’innocenza del corpo dalle perversioni della mente.

La storia dell’oggetto libro, del libro che ho comprato, è semplice e diretta come le cose del corpo: stand di libri a 3,50 al pezzo al mercato des Halles a Tours, discreta cittadina francese nella valle della Loira, copertina immacolata e pagine nuove di zecca. Pioggerellina fine e hop! In bicicletta, di filato a casa!

Ps: la traduzione dal francese è mia, perdonate la cattiva qualità ma non sono una traduttrice di professione.

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